Mai come in queste convulse settimane, cittadini e aziende avvertono il carico delle difficoltà economiche che stanno attraversando tutti i continenti. Molteplici le cause: il conflitto in Medio Oriente, con le sue pesanti ricadute commerciali ad iniziare dagli aumenti dei costi dei carburanti e dell’energia (prezzi ormai insostenibili per sempre più imprese e famiglie), le fiammate inflazionistiche (ai massimi da tre anni), il ritorno alla salita dello spread (oltre quota 130 punti), la crescita dei rendimenti dei titoli di Stato, la crisi del tessuto industriale, l’esplodere dei debiti pubblici a partire da quello statunitense, i rischi di nuovi interventi della Fed e della Bce sui tassi.
Sono tutti segnali di un quadro economico in rapido peggioramento e di una tempesta che rischia di abbattersi anche in Europa: oltre ad avere dolorosi strascichi per i bilanci di imprese e famiglie, comporterà anche tensioni sociali, i cui primi segnali vediamo in Francia, nazione tra le più indebitate, ma anche in Italia con i trattori nuovamente passati dai campi alla protesta nelle strade.
Da non trascurare anche l’irrompere dell’intelligenza artificiale ancora priva di una necessaria autoregolamentazione, che oltre a rivoluzionare ogni settore della vita civile, sta comportando anche enormi investimenti da parte delle principali multinazionali, con rilevanti debiti e molte incognite in termini di ritorni.
Di fronte a questa situazione non rosea, il governo punta ad una maggiore flessibilità europea per la manovra di bilancio, sperando in risorse “emergenziali”. La premier ha ricordato alla Von der Leyen il più 156% del gas e il più 80% del petrolio rispetto a inizio anno, compreso l’sos di molte imprese che non riescono più a competere. «In questo contesto – scrive la presidente del Consiglio – i percorsi di spesa netta concordati lasciano margini limitati per attenuare l’impatto su famiglie e imprese senza ricorrere a misure restrittive».
Intervenire subito è necessario per prevenire le conseguenze delle tempeste in arrivo.
Domenico Mamone































