S’intitola “La persona prima di tutto” il documento che racchiude le proposte del Forum Terzo Settore in occasione della Legge di bilancio 2027, che “interviene alla conclusione di una legislatura e in una fase nella quale alcuni dei principali problemi strutturali del Paese si sono ulteriormente consolidati”, come si legge nel paper. “La crescita economica rimane debole, il miglioramento di alcuni indicatori occupazionali non si traduce automaticamente in maggiore sicurezza economica per le famiglie, e le grandi trasformazioni demografiche, sociali e ambientali stanno modificando profondamente i bisogni delle persone e dei territori – evidenzia il documento.
Il dibattito lanciato dall’organizzazione che si è riunita presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale a Roma s’è animato intorno a tre linee direttrici: il rafforzamento del welfare per affrontare le trasformazioni demografiche, il contrasto delle disuguaglianze economiche e l’accesso ai diritti, la realizzazione di una transizione che sia al tempo stesso ecologica e sociale. Sono materie lungo le quali è necessario investire, per il Forum Terzo Settore, nella prossima Legge di bilancio. L’obiettivo non è distribuire risorse tra capitoli separati, ma costruire un nuovo, indispensabile equilibrio tra sviluppo economico, giustizia sociale e sostenibilità ambientale, in un Paese che vede consolidarsi sempre di più problemi strutturali.
Durante l’evento romano sono intervenuti anche il viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Maria Teresa Bellucci; Marta Bonafoni (Pd); Maria Chiara Gadda (Iv); Lavinia Mennuni (FdI); Fiammetta Modena (FI); Raffaella Paita (Iv); Elisa Pirro (M5S); Silvia Roggiani (Pd).
“La sostenibilità dei conti pubblici e quella sociale non possono essere considerate obiettivi alternativi – si legge nel documento. “Il sottofinanziamento della prevenzione, dei servizi sociali, del sistema sanitario, dell’educazione, della cultura, della tutela ambientale e dei servizi territoriali può produrre un risparmio immediato, ma genera nel medio periodo maggiori costi per la salute e sociali, riduce le opportunità di sviluppo e indebolisce la fiducia nelle istituzioni. Le famiglie smettono di investire in un futuro che vedono sempre più precario”.
Il documento “La persona prima di tutto” richiama le grandi questioni strutturali e profondamente interconnesse: la trasformazione demografica, l’assenza di miglioramenti strutturali delle disuguaglianze e la crisi ambientale. “Sono dimensioni che interrogano direttamente la qualità del nostro modello di sviluppo e la capacità del sistema pubblico di garantire diritti, opportunità e coesione”.
Il documento approfondisce questi temi, ricordando, ad esempio, che la trasformazione demografica, facendo aumentare la non autosufficienza, la cronicità e la multimorbilità, modifica radicalmente la domanda di welfare. Allo stesso tempo, diminuiscono le generazioni più giovani che dovranno sostenere nei prossimi decenni il sistema produttivo, previdenziale e di welfare.
Rilevante attenzione è riservata alle disuguaglianze. “La povertà assoluta familiare resta su livelli elevati e non si registra un miglioramento strutturale. Allo stesso tempo, il miglioramento quantitativo dell’occupazione convive con salari insufficienti, lavoro discontinuo e perdita di potere d’acquisto”. È noto che la ricchezza delle famiglie è sempre più concentrata: il 10% più ricco detiene il 60,6% della ricchezza netta totale, come ha ricordato la Banca d’Italia.
Per quanto riguarda la crisi climatica, il Forum ricorda che gli eventi estremi, l’aumento delle temperature, la riduzione della disponibilità idrica, il consumo di suolo e la perdita di biodiversità incidono sulla salute, sulle attività economiche, sull’agricoltura, sulla sicurezza dei territori e sulla spesa pubblica. “È necessario passare da una politica prevalentemente emergenziale a una programmazione strutturale, rendendo operativo il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, investendo nella prevenzione e nella messa in sicurezza del territorio, nella mobilità sostenibile, nell’efficienza energetica degli edifici e nella riconversione ecologica del sistema produttivo – evidenzia il documento, che ribadisce l’importanza delle Comunità energetiche rinnovabili, che “possono diventare non soltanto uno strumento energetico, ma una vera infrastruttura sociale, che unisce produzione condivisa di energia, riduzione dei costi per le famiglie fragili, utilizzo del patrimonio pubblico e dell’edilizia residenziale pubblica e protagonismo delle comunità locali”. E ancora “analogamente, agricoltura sostenibile, filiere corte, biodistretti, piani territoriali del cibo, tutela dell’agrobiodiversità e commercio di prossimità possono tenere insieme transizione ambientale, lavoro e sviluppo delle comunità”.
Il Forum Terzo Settore individua, all’interno di ciascuna delle tre dimensioni considerate prioritarie – demografia, disuguaglianze e ambiente – alcuni investimenti specifici. Tra questi: incremento del fondo nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e l’ecobonus per l’efficientamento energetico degli edifici; ripristino delle risorse per la cooperazione internazionale allo sviluppo; aumento del fondo “Dopo di noi” e quello per il riconoscimento dei caregiver; risorse adeguate per attuare la riforma sulla non autosufficienza e sulla disabilità; maggiore investimento sull’accoglienza diffusa e sui servizi di integrazione dei migranti. Il documento contiene anche le macro-voci di spesa da cui lo Stato potrebbe, almeno in parte, recuperare i costi degli investimenti, tra cui lo stop alla corsa al riarmo, il contrasto all’evasione fiscale e la promozione del lavoro femminile.
Il Forum pone inoltre l’attenzione sulle politiche per il Terzo settore e sul Piano d’azione nazionale sull’economia sociale chiedendo, tra le altre cose, l’adeguamento del tetto al 5 per mille, la riduzione dell’imposta Irap per gli enti non commerciali, l’aumento del fondo per i progetti svolti dal Terzo settore e di quello per il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati.
Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore: “Con questa iniziativa vogliamo indicare alle istituzioni una strada per iniziare a incidere alla radice dei problemi che viviamo, non limitandoci alla superficie. È la prima volta che presentiamo le nostre idee in anticipo rispetto alla discussione della Manovra e ci auguriamo che governo e parlamento riconoscano la necessità di intervenire nella direzione del bene comune. Siamo consapevoli dei vincoli finanziari, ma siamo anche convinti che la sostenibilità dei conti pubblici e quella sociale non possono essere considerate obiettivi alternativi, oggi più che mai. Il Terzo settore, operando sui territori e insieme alle persone, ha un punto di vista peculiare sui bisogni e le fratture sociali: per questo diciamo che la sicurezza la si costruisce soprattutto con gli investimenti sociali, riducendo il disagio, garantendo accesso alla salute e ai servizi. La Legge di bilancio sarà anche un primo banco di prova importante per l’attuazione del Piano sull’economia sociale: ci aspettiamo un impegno concreto per dare possibilità vere a un’economia più sana e inclusiva”.
Stefano Tassinari, componente dell’esecutivo del Forum Terzo Settore: “Le tre dimensioni che abbiamo individuato sono strettamente connesse l’una all’altra perché una società che invecchia ha bisogno di più servizi e opportunità per i giovani e le famiglie; una crisi climatica non affrontata aggrava disuguaglianze e povertà; il ridursi della popolazione e la carenza di servizi essenziali significano diritti negati e costi enormi per le famiglie. Intervenire su questi fronti rafforzando il welfare è determinante per recuperare produttività e distribuire valore, perché dà fiducia, protagonismo e valore alle persone, alle famiglie e alle comunità”.
Nel corso dell’evento i coordinatori di alcune Consulte del Forum Terzo Settore hanno curato degli approfondimenti tematici: educazione e istruzione (Valentina Bellis); cooperazione internazionale (Paola Berbeglia); sport e benessere (Marco Calogiuri); politiche di welfare (Roberto Speziale).
Giampiero Castellotti































