Il conguaglio della rivalutazione pensioni 2026 sarà a saldo zero ma la conferma ufficiale arriverà solo con il decreto MEF di novembre.
L’indice provvisorio applicato da gennaio coincide con la variazione media FOI già certificata dall’Istat per il 2025; l’eventuale differenza sarà regolata con la perequazione successiva.
IN SINTESI PER IL CONGUAGLIO PENSIONI 2026:
- Perequazione 2026: L’indice provvisorio applicato da gennaio 2026 (1,4%) coincide con la variazione media FOI 2025 certificata dall’Istat. Il decreto MEF di novembre formalizzerà il saldo definitivo.
- Saldo atteso a zero: Poiché l’indice provvisorio e quello definitivo coincidono, il conguaglio per il 2026 è stimato a saldo zero. Non sono previsti recuperi o accrediti aggiuntivi sulla pensione per la perequazione 2026.
- Eventuali variazioni nel 2027: Se dovessero emergere differenze tra indice provvisorio e definitivo, l’INPS effettuerà il conguaglio nel 2027. Per dicembre 2026 non sono previsti recuperi legati alla perequazione.
- Cedolini dicembre-gennaio: Nel cedolino di gennaio 2027 saranno visibili sia la nuova perequazione provvisoria per il 2027 sia l’eventuale conguaglio 2026 (se necessario). È utile confrontare i cedolini di dicembre 2026 e gennaio 2027 per verificare le variazioni dovute a perequazione, conguagli e trattenute fiscali.
Quindi per il 2026 non sono previsti conguagli sulla pensione, salvo diverse indicazioni dal decreto ministeriale di novembre.
Walter Recinella





























