L’Inps, con propria circolare n. 100 del 18 settembre 2026, chiarisce le regole sui permessi retribuiti previsti dall’articolo 33, comma 3, della legge 104/1992, per l’assistenza a persone con disabilità.
Ecco i punti principali:
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Permessi e beneficiari
- Più lavoratori (familiari, coniuge, unione civile, convivente, parenti/affini fino al terzo grado) possono richiedere fino a un massimo complessivo di tre giorni di permesso retribuito al mese per assistere la stessa persona con disabilità.
- I permessi possono essere frazionati in ore e devono essere pianificati congiuntamente tra gli aventi diritto.
- Il principio del “referente unico” è stato eliminato: ora più persone possono alternarsi nell’assistenza, ma il limite massimo resta di tre giorni complessivi al mese.
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Superamento del limite di tre giorni
- Se si supera il limite mensile di tre giorni, si configura una violazione di legge.
- L’INPS recupera l’indebito dal lavoratore che ha usufruito dei giorni in eccesso, applicando il principio della priorità temporale (chi ha usato per primo i giorni è in regola, chi va oltre è in debito).
- Esempio: se due lavoratori assistono la stessa persona e il quarto giorno viene fruito, il recupero avviene sull’ultimo che ha superato il limite.
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Fruizione contestuale dei permessi
- Se più lavoratori utilizzano il permesso nello stesso giorno o nelle stesse ore per la stessa persona, si configura una violazione.
- L’indebito viene suddiviso in parti uguali tra chi ha fruito contestualmente del permesso.
- Esempio: se due lavoratori prendono permesso lo stesso giorno, l’indebito viene recuperato al 50% su ciascuno.
La circolare sottolinea l’importanza della pianificazione tra i familiari per garantire assistenza efficace e rispetto dei limiti di legge.
Walter Recinella





























