È stata una dei simboli del Partito radicale, protagonista di molte battaglie per i diritti civili, instancabile e coraggiosa combattente, spirito con cui ha affrontato gli ultimi lunghi anni di malattia. Le iniziative per il divorzio e per l’aborto sono state quelle condotte con maggiore successo. Ma va ricordata, tra l’altro, anche per la lotta contro la fame nel mondo, la pena di morte, l’infibulazione, la partitocrazia e ogni forma di autoritarismo.
La scomparsa di Emma Bonino ci priva di una delle ultime interpreti della politica come attivismo, anche provocatorio, e impegno universale. Comunque la si pensi è stata una bandiera del radicalismo liberale, della libertà a 360 gradi, apprezzata anche su un piano internazionale grazie all’osmosi tra istituzione e movimentismo.
Piemontese cresciuta a Milano, laureata in Lettere con una tesi su Malcolm X, visceralmente femminista, è stata tra le fondatrici del Cisa, un ambulatorio a Firenze dove si praticavano le interruzioni di gravidanza, trasgredendo pubblicamente la legge per sollecitare le istituzioni a individuare una soluzione al problema degli aborti clandestini.
La sua storia politica è strettamente legata a quella di Marco Pannella all’interno del Partito radicale, formazione che ha raccolto principalmente il voto d’opinione per le tante battaglie civili, tra cui quelle per i detenuti o per la liberalizzazione della droga. Da ricordare anche l’impegno per il disarmo nucleare e contro l’utilizzo dell’energia atomica per scopi civili.
Nel 1994, a sorpresa, è stata eletta con il centrodestra di Silvio Berlusconi, che l’anno dopo l’ha scelta come Commissaria europea per gli aiuti umanitari e per la tutela dei consumatori. Cinque anni dopo, alle elezioni europee del 1999, dopo una campagna per la candidatura di Emma Bonino quale prima donna al Quirinale, i Radicali hanno ottenuto il loro miglior risultato di sempre: l’8,5 per cento di voti raccolto dalla Lista Bonino. Negli anni successivi è stata ministra del Commercio internazionale tra il 2006 e il 2008 e poi ministra degli Esteri, tra il 2013 e il 2014.
La sua ultima iniziativa politica è stata la lista +Europa, europeista e liberale, con cui alle elezioni del 2018 è stata eletta senatrice, mentre alle elezioni politiche del 2022 non è stata rieletta.
La politica perde certamente una grande protagonista.
Domenico Mamone































