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    UNSIC: Conciliazione vita-lavoro: 7,5 milioni per le imprese - UNSIC

    “La conciliazione tra lavoro e vita familiare è un pilastro essenziale nel sostegno alle famiglie ed è un fattore di sviluppo sia economico che sociale. La costruzione di ambienti di lavoro accoglienti per i genitori, e in particolare per le mamme che più risentono delle difficoltà nella conciliazione, non è una spesa a fondo perduto ma un investimento fruttifero per tutti: per le famiglie, per le imprese, per la società nel suo complesso. La nuova certificazione sulla conciliazione vita-lavoro va esattamente in questa direzione, e la scelta di associare ad essa uno sgravio contributivo per le aziende certificate vuole mandare un messaggio preciso nel senso della responsabilità sociale e della promozione di comunità accoglienti e vitali”. Sono le dichiarazioni della ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità Eugenia Roccella in occasione della presentazione dell’iniziativa governativa in collaborazione con Unioncamere, che mette a disposizione 7,5 milioni di euro per sostenere le imprese italiane che vogliono ottenere la nuova certificazione sulla conciliazione tra vita familiare e lavoro. Il programma prevede l’accompagnamento di 1.000 aziende entro giugno 2027, con una quota del 60% delle risorse riservata a micro, piccole e medie imprese.

    Nel 2026, il 35% delle imprese che hanno effettuato questi investimenti dichiara un aumento del fatturato rispetto all’anno precedente. Tra quelle che non hanno intrapreso iniziative dello stesso tipo, la percentuale si ferma al 22%. Il divario si ritrova anche nell’occupazione. Il 20% delle imprese che prestano maggiore attenzione al benessere dei lavoratori segnala un aumento degli occupati, contro il 10% delle altre. Ancora più marcata è la differenza sul fronte della trasformazione digitale: il 45% delle prime ha già adottato, oppure si prepara ad adottare, tecnologie digitali. Tra le aziende meno attente a questi aspetti la quota è del 22%. È quanto emerge dai dati elaborati da Unioncamere e dal Centro studi Tagliacarne, secondo cui le aziende che investono nel benessere dei lavoratori e in una migliore gestione dei tempi di vita e di lavoro mostrano performance superiori rispetto alle altre. Una migliore organizzazione dei tempi di lavoro può accompagnarsi a una maggiore capacità di innovare, crescere e creare occupazione. La conciliazione vita-lavoro diventa così anche un fattore di crescita e competitività aziendale.

    “Investire nel benessere organizzativo non è un’attività accessoria, ma una leva strategica che incide direttamente su produttività, attrazione dei talenti, innovazione e reputazione – sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Le imprese che investono in attività che migliorano la salute e il benessere dei propri lavoratori e che attuano iniziative dirette alla conciliazione dei tempi di vita familiare e di lavoro hanno anche performance migliori rispetto alle altre. È partendo da queste evidenze che Unioncamere ha confermato la collaborazione con il dipartimento per le Pari opportunità e il Dipartimento per la Famiglia, avviando da oggi una iniziativa diretta a quelle imprese che vogliano certificare il proprio impegno a favore della conciliazione tra vita familiare e lavoro. Un nuovo ambito di lavoro per il sistema camerale, in continuità con quanto fatto con la diffusione della certificazione della parità di genere”.

    L’intervento da 7,5 milioni di euro si pone l’obiettivo di aiutare le imprese a ottenere una nuova certificazione dedicata alla conciliazione tra vita familiare e lavoro a cui è associato anche un esonero dal versamento dei contributi previdenziali. L’iniziativa rientra nel Piano nazionale per la famiglia 2025-2027 e nella Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026.

    Il riferimento tecnico è la UNI/PdR 192:2026, la prassi di riferimento che stabilisce requisiti e indicatori di performance, i cosiddetti KPI, per i sistemi di gestione dedicati alla conciliazione tra vita familiare e lavoro. L’avviso pubblico è rivolto alle imprese che hanno sede e attività in Italia e almeno un dipendente. Prima di poter accedere al programma, le imprese dovranno completare un test di autovalutazione online. Il test servirà a verificare il livello di maturità dell’azienda sui temi della conciliazione tra vita privata e lavoro.

    Il programma prevede due linee d’azione, pensate per integrarsi tra loro. La prima riguarda i servizi di assistenza tecnica e accompagnamento tecnico-gestionale. Unioncamere creerà un elenco di esperti qualificati, nel quale potranno rientrare sia singoli professionisti sia soggetti collettivi, tra cui società di consulenza e reti d’impresa. Gli esperti saranno individuati attraverso un apposito avviso pubblico, che ne verificherà l’esperienza nei sistemi di gestione o nelle attività legate alla conciliazione vita-lavoro. La seconda linea riguarda invece i costi per il rilascio della prima certificazione. Le imprese ammesse dovranno scegliere un Organismo di certificazione accreditato tra quelli inseriti nell’elenco ufficiale.

    Il contributo sarà calcolato in base alla dimensione dell’impresa, misurata attraverso il numero di addetti, e potrà raggiungere un massimo di 12mila euro per azienda. Per le imprese interessate, la prima data da ricordare è il 21 settembre 2026. A partire dalle ore 10:00 sarà possibile presentare la domanda attraverso la piattaforma Restart di Infocamere. Le richieste saranno esaminate con una procedura a sportello, seguendo l’ordine cronologico di invio. Tutti i percorsi di assistenza e certificazione ammessi dovranno essere completati entro il 30 giugno 2027.

    Vanessa Pompili

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