Torna domenica 27 settembre l’appuntamento con Acetaie aperte 2026, la manifestazione dedicata a un’eccellenza del territorio nazionale, l’Aceto balsamico di Modena. Sono oltre 40 le acetaie della provincia che hanno già aderito all’iniziativa organizzata da Le Terre del balsamico, il Consorzio di secondo grado che riunisce il Consorzio tutela Aceto balsamico di Modena e il Consorzio tutela Aceto balsamico tradizionale di Modena. Per tutta la giornata i visitatori potranno entrare nei luoghi in cui questi prodotti vengono lavorati e affinati, osservare da vicino le diverse fasi della produzione e parlare direttamente con i produttori. Il programma prevede visite guidate, degustazioni e iniziative speciali organizzate dalle singole acetaie. Sarà un’occasione per conoscere tecniche, storie e tradizioni che accompagnano la produzione del balsamico modenese che propone due prodotti strettamente legati al territorio, ma appartenenti a denominazioni differenti: l’Aceto balsamico di Modena Igp e l’Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop.
Visitare un’acetaia permette di conoscere entrambi partendo dalla loro origine. Si possono osservare gli ambienti di produzione, approfondire le tecniche utilizzate e comprendere il ruolo dei tempi di lavorazione e dell’affinamento. Il numero delle realtà che partecipano all’edizione 2026 è ancora in crescita. Gli organizzatori puntano a superare il risultato raggiunto lo scorso anno, quando le acetaie aderenti furono 48.
L’Aceto balsamico di Modena è da tempo uno dei prodotti più riconoscibili della gastronomia italiana nel mondo. La sua notorietà internazionale ha contribuito a rafforzare anche l’immagine di Modena come territorio legato alla cultura del cibo e alle produzioni di qualità.
“Acetaie aperte è diventato negli anni molto più di una manifestazione dedicata al nostro Balsamico: è una porta d’ingresso privilegiata per conoscere Modena e il suo territorio – dichiara Enrico Corsini, presidente de Le Terre del balsamico e del Consorzio tutela Aceto balsamico tradizionale di Modena Dop. “L’Aceto balsamico di Modena rappresenta nel mondo un elemento fortemente identitario della nostra terra e ha contribuito a far conoscere Modena a milioni di persone. Il nostro obiettivo deve essere quello di trasformare questa notorietà in un’opportunità per il territorio, invitando le persone a venire qui, entrare nelle acetaie, incontrare i produttori e scoprire un patrimonio che si intreccia con la cultura, l’arte, la musica, i motori e le altre grandi eccellenze modenesi. Il crescente numero di adesioni ad Acetaie aperte dimostra quanto i produttori credano in questo percorso e ci auguriamo che nel 2026 possa essere superato il record delle 48 acetaie partecipanti dello scorso anno”.
Concorde anche ilpresidente del Consorzio tutela Aceto balsamico di Modena, Cesare Mazzetti: “Il turismo enogastronomico è un fenomeno in costante crescita, con un pubblico sempre più interessato non soltanto ad assaggiare un prodotto, ma a conoscerne l’origine, incontrare chi lo produce e scoprire i territori e le comunità che ne custodiscono la storia. In questo scenario i Consorzi di tutela hanno un ruolo importante: accanto alla tutela e alla promozione delle denominazioni, abbiamo il compito di far comprendere il valore più profondo delle nostre produzioni. Prodotti come l’Aceto Balsamico di Modena sono infatti custodi di cultura, tradizioni e saperi che si tramandano nel tempo e rappresentano una chiave straordinaria per scoprire il territorio da cui provengono. Acetaie aperte offre l’opportunità di vivere tutto questo in prima persona, trasformando la conoscenza di un’eccellenza conosciuta in tutto il mondo in un’esperienza autentica nel cuore del territorio modenese”.
Vanessa Pompili































